Philip Seymour Hoffman

Philip Seymour Hoffman
Philip Seymour Hoffman

Dove incontrarlo? Dalla commedia leggera e comica “E alla fine arriva Polly” al dramma di ogni sorta: “Magnolia”, per citarne uno dei più noti, “Il grande Lebowski”, “Il dubbio”, “Onora il padre e la madre”, “The Master”, al thriller “Red Dragon”, fino al genere d’azione “Mission Impossible III” . Che tipo di attore? Hoffman non è solo dentro tutti i personaggi che interpreta. E’ in tutte le debolezze e le fragilità dei suoi personaggi. Il personaggio parla di Philip S. Hoffman in persona. E’ esattamente il personaggio, come per i 6 personaggi di Pirandello. Lui è quello che recita, perché è la sua esistenza, non è altro che la sua vita. E non potrebbe esser nessun altro. Vulnerabile, discutibile, ambiguo e controverso. Ma anche burbero, oscuro. Lo è il parroco Fynn, losco e incerto. Lo è l’assicuratore Sandy Lyle, imperfetto e goliardico, spaccone e chiacchierone. Lo è il direttore di banca che si rovina con il gioco d’azzardo. Lo è l’avido e strategico politicante, il responsabile della campagna elettorale, Paul Zara. Lo è persino il Dj provocatore e polemico ‘Il conte’, sulla nave di “I love Radio Rock”. L’uomo profondamente fragile. Profondamente umano. Profondamente vulnerabile. Odioso e quasi insopportabile. La sua grandezza, stava proprio nell’attraversare e nell’essere realmente le debolezze. Non era un segreto la prematura dipendenza dall’alcool. Nel 1985 frequenta la University’s Tisch School of the Arts, dove studia recitazione. Ma allo stesso tempo si concede uscite talmente frequenti che la sua tendenza a bere diventa un problema, e nel 1989 diventa necessario un processo di disintossicazione. Nel corso della sua vita, non ha evitato di essere incline ad altre dipendenze. Debolezze, anche inconfessabili, raccontate e vissute proprio nei suoi personaggi. Riconoscimenti ricevuti? A 46 anni innumerevoli nomination e molti premi, tra cui l’oscar come miglior attore nel 2006 per aver magistralmente indossato i panni di un grande della letteratura: Truman Capote. Al cinema, ha sempre alternato l’impegno per il teatro, per cui ha ricevuto diversi riconoscimenti. La carriera ancora in evoluzione: in attesa del sequel di “Hunger Games: La ragazza di fuoco” ed altri progetti come attore protagonista. Hoffman viene vinto dalle sue dipendenze. Un grande talento, che troppo spesso corrisponde ad una altrettanto grande fragilità.

(Alice S. Bellan)

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