Uomini in divisa: Cary Grant insegna

Cary Grant in Operazione sottoveste
Cary Grant in Operazione sottoveste

E’ vero. Senza dubbio sono innumerevoli le trame cinematografiche in cui i protagonisti maschili indossano la divisa. Impesa ardua affrontare l’argomento. Ma quando, fin dalle prime scene di Operazione sottoveste, la cinepresa inquadra a figura intera Cary Grant nei panni di un ufficiale di marina, alias Comandante Matt T. Sherman non si possono avere dubbi… Una donna altro non può che trasalire o nella minore delle ipotesi, sospirare e sgranare gli occhi. Un uomo, altro non può che ammirare. Il film narra un flash back: attraverso la lettura del diario di bordo, il comandante più affascinante della storia del cinema, ripercorre le vicende accadute allo speciale sommergibile di cui è capitano. Grant, in divisa militare, da cerimonia (quella in doppiopetto blu e bottoni dorati) e da lavoro (quella  kaki, camicia accuratamente infilata nei pantaloni e la cintura coordinata), è disarmante. E’ inarrivabile. Anche nei dettagli. L’orologio al polso ad esempio, inquadrato di tanto in tanto. La lucida brillantina che gli sistema i capelli argentati. Persino l’accurato collo della camicia, sempre simmetrico e ben stirato. Ben abbottonato.

Cary Grant, Joan OBrien, Dina Merrill, Tony Curtis
Cary Grant, Joan OBrien, Dina Merrill, Tony Curtis

Uomo, di estrema eleganza e disciplina, pronto in qualsiasi situazione gli si presenti: persino quando, un ospite a bordo pensa bene di lanciare accidentalmente un missile dal sottomarino e colpire … una camionetta militare sulla spiaggia… Grant non regge nemmeno il confronto con un altro egregio attore del calibro di Tony Curtis – il Tenente Nicholas Holden – giovane e brillante che di secondo nome fa “tenente poco raccomandabile-azzeccagarbugli”. Bravo mascalzone. Ma pur sempre in secondo piano. Per ruolo e per stile. In questa brillante commedia, Black Edwards ce lo dice: di Comandante, ce n’è uno solo. Tant’è che Grant riceve ai Golden Globe Awards del 1960 una Nomination come miglior attore protagonista. Operazione spia: che dire poi quando Grant veste i panni della spia in Notorius? Vero capolavoro di Hitchcock per sceneggiatura, cast, fotografia. Cary Grant veste prevalentemente completi scuri. Come minimo, i primi agenti 007 dello schermo hanno trovato molto in questa versione di C. Grent. Che, senza portare divise dell’esercito, stupisce ancora per la sua eleganza estremamente charmant e controllata, in completo grigio chiaro, camicia candida e in trench beige con cappello seduto al parco sulla panchina, in attesa di lei, Ingrid Bergman. Operazione spia: 2/cattivo? E di un Grant dalla parte dei cattivi, o di nuovo ladro, in Sciarada? Ambiguo, furfante, seducente, ma di nuovo distinto ed estremamente affascinante; uomo di menzogna a cui anche la sofisticata Audrey Hepburn (che veste completi Givenchy per tutto il film) proprio non può resistere. Sarà uno sportivo, sulle piste da sci, o un uomo d’affari? Una spia cattiva o in aiuto della povera moglie vedova? O forse un distinto ladro? Numerosi completi indossati non aiutano a definire il ruolo di Cary Grant, se non a confermare che, icone maschili come lui, fino ad oggi, non ve ne sono. Considerando le pellicole sopracitate, valutate voi, cari lettori-appassionati-cinefili-blogger, da chi gli attori moderni (del calibro di Tom Cruise in Top Gun ed in tutte le sue missioni impossibili, James Bond come Sean Connery –per citarne solo 2- ) avranno tratto qualche ispirazione.

(Alice S. Bellan)

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