Addio a Carlo Lizzani

Carlo Lizzani
Carlo Lizzani (1922 – 2013)

E’ molto difficile per me cercare di ricordare in poche righe Carlo Lizzani, critico, saggista e soprattutto autorevole regista. Un film per tutti, “Banditi a Milano” (1968), il film documentario che ha raccontato la vita del bandito Pietro Cavallero. L’esordio nel 1951 con “Achtnug banditi” e poi fino al 2011 con “Speranza”, episodio del film collettivo “Scossa”. Una carriera costellata di grandi successi senza alcuna battuta d’arresto perché Lizzani apparteneva al cinema, a quel cinema vero, d’autore, formatosi sotto il neorealismo e proseguito con la grande tradizione della commedia italiana; undici film in coppia con l’amico di sempre Ugo Pirro. Attentissimo alla realtà, sensibile e raffinato, umile e sempre disponibile, amo ricordarlo soprattutto per due aneddoti legati alla mia vita, il primo, quando mi telefonò per una conferenza che stavamo organizzando a Piacenza sul cinema di Gian Maria Volontè e io non lo riconobbi nonostante mi disse “sono Carlo Lizzani” e nonostante l’avessi chiamato io il giorno prima. Il secondo, quando fui invitato a Roma a presentare il mio libro dedicato a Ugo Pirro; Lizzani era seduto al mio fianco e io cominciai a parlare ricordando “Achtung banditi” ma siccome in quel preciso momento avevo lo sguardo di Giuliano Montaldo puntato addosso, attribuii il film a Montaldo. Cose che capitano in preda all’emozione… Lizzani mi guardò divertito mentre Montaldo sorridendo mi indicava col dito Lizzani.

(Enzo Latronico)

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