La poesia di Miyazaki. Il Castello nel cielo

frame tratto da "Laputa. Il castello nel cielo"
frame tratto da “Laputa. Il castello nel cielo”

Il Castello nel cielo, terzo lungometraggio di Miyazaki, è un chiaro riferimento al romanzo “I Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift. Laputa è un’isola nel cielo, con popolazione superiore che possiede tecnologie all’avanguardia, quasi come Atlantide, con il tutto che riecheggia nelle solite ambientazioni alle quali Miyazaki ci ha abituato, il suo tocco è ben distinto in un vortice di avventura ed emozioni, supportate come sempre da Joe Hisaishi. Spettacolare l’immagine di Pazu (co-protagonista) che suona la tromba dal tetto della sua casa, con il giorno che nasce, la valle risuona della voce dello strumento, sublime. La trama si apre con un’ immagine del cielo, dove Sheeta è tenuta prigioniera dallo spietato colonnello Muska, a bordo di un’aeronave. Durate il volo la nave viene attaccata da una banda di pirati guidata dall”intrepida Ma Dola, che vuole impadronirsi del ciondolo che la ragazza porta al collo. Questa pietra ha un valore inestimabile infatti permette di vincere la forza di gravità e localizzare la leggendaria Laputa, l’isola nel cielo, dove sono custoditi immensi tesori. Sheeta riesce però a fuggire, finendo tra le braccia di Pazu, un giovane minatore, che da qual momento decide di proteggerla unendosi a lei alla ricerca dell’isola e dei suoi molteplici misteri. Il Film è del 1986 ed è stato il primo lavoro dello Studio Ghibli, infatti fu proprio fondato in quegli anni, da Miyazaky, e da un altro “mostro” sacro del genere animazione nipponica Isao Takahata. Nelle sale fu presentato il 2 Agosto 1986 e fu subito un successo vincendo il titolo come miglior film d’animazione. Miyazaki curò personalmente il design in ogni minimo particolare, dalle aeronavi, alle ambientazioni, fino ai robot presenti sull’isola, e come in ogni suo film, inserì tematiche già trattate quali l’ambiente e l’antimilitarismo. La location merita un approfondimento a parte perché benché il film sia ambientato in un mondo immaginario, l’autore ha mescolato la realtà con la finzione, infatti, il villaggio dei minatori dove si trova Pazu, è ispirato a un villaggio nel Galles, le uniformi dell’esercito ricordano quelle tedesche della prima guerra mondiale. La tecnologia è simile a quella degli anni Dieci del secolo scorso, con locomotori, dirigibili, e automobili. Quasi come per ogni film la distribuzione è stata piuttosto burrascosa infatti in Italia è uscito solo nel 2004, ma dopo poco tempo il prodotto è stato ritirato, senza ragione tant’è che era rimasta solo una possibilità d’acquisto, cioè a prezzo da collezionismo. Nel 2012 però la Lucky Red ne ha acquistato i diritti, riproponendo una versione in DVD o in BluRay, con un nuovo doppiaggio, sicuramente si buona qualità, ma inferiore al precedente. Per concludere, un’ultima notizia, un robot di Laputa è realmente presente sulla terra, all’interno del museo dello Studio Ghibli.

(Alberto Marvisi)

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