Il nuovo Superman torna con successo alle origini del mito

Amy Adams, Henry Cavill e Antje Traue in un frame tratto da "L'uomo d'acciaio"
Amy Adams, Henry Cavill e Antje Traue in un frame tratto da “L’uomo d’acciaio”

Superman è una vera e propria figura iconica della cultura popolare, non ha certo bisogno di particolari presentazioni, ma “l’uomo d’acciaio” sceneggiato da David Goyer con la collaborazione di Christopher Nolan, ha di fatto cancellato i precedenti capitoli della saga. Trattasi di un altro fortunatissimo reboot dopo, Spiderman, Star Trek e James Bond. Sembra che tutte le major stiano puntando a ridisegnare e a reinterpretare il modus operandi di fare business con i super eroi. ma si sa, Hollywood è un’industria che lavora incessantemente alla ricerca della perfezione e del massimo profitto e lo fa ultimamente con grande slancio e immensi mezzi tecnici. Superman in questa nuova e scintillante pellicola, diviene  un mito più vicino a noi, impegnato ad affrontare i problemi della vita terrena come, l’amore, la lealtà e la famiglia. Il plot scorre veloce senza particolari cedimenti, l’azione è altamente spettacolare, specialmente nella seconda parte dove Superman ingaggia una battaglia senza esclusioni di colpi contro il malefico generale Zod. Il mito insomma non delude, e la storia che gli autori restituiscono al pubblico è nuova e fresca, calando il super eroe in  un contesto moderno per il pubblico contemporaneo. Preferito il 2d per rendere la visione più realistica possibile, intrattiene piacevolmente per più di due ore.  Il cast è stellare: Henry Cavill non è certamente attore dal grande carisma, ma fisicamente lascia a bocca aperta, Russel Crowe doppiato magistralmente da Luca Ward, ci regala un interpretazione degna de “Il gladiatore”; ritornano a splendere due star ultimamente in ombra, Kevin Costner e una sempre brava Diane Lane, fanno da trait d’union con i precedenti film, restituendo quel senso di familiarità necessaria per non perdere ciò che è stato e ha rappresentato Superman per le vecchie generazioni di cinefili. La “S”, emblema tra i più celebri della storia del cinema, simbolo della famiglia degli “El”, prende qui un significato non più semplicemente riconducibile al nome del mito, ma è la speranza, il messaggio che ci vuole dare l’eroe che vola, quella che purtroppo attualmente sta venendo meno.

(Ilario Citton)

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