I sospiri del mio cuore. I sentimenti degli adolescenti raccontati da Miyazaki

frame tratto da I sospiri del mio cuore
frame tratto da I sospiri del mio cuore

I sospiri del mio Cuore è un piccolo capolavoro d’animazione nipponica dello studio Ghibli, sceneggiato da Miyazaki e diretto da Yoshifumi Kondo. La mano di Miyazaki è Infatti inconfondibile e tanto per non smentirsi il film parla dell’amore che nasce tra due adolescenti, una storia semplice, contemporanea che si svolge nella capitale giapponese. Shizuku è un’adolescente con la passione per la scrittura. Un giorno si accorge che tutti i libri che sceglie in biblioteca sono sempre stati presi precedentemente  dalla stessa persona. Una casualità le lascia pensare che si tratti di Seiji, un ragazzo che trova antipatico e dispettoso. E’ davvero possibile che sia proprio lui il misterioso lettore? Un curioso gatto che viaggia indisturbato in metropolitana la aiuterà a scoprire di più sulla vita di Seiji e sul sorprendete negozio di suo nonno. Leggendo questo lavoro di Miyazaki, sorge spontanea un’osservazione e cioè che in ogni suo film ci sono almeno tre punti ben saldi, che forse lo contraddistinguono da tutti gli altri, le ambientazioni, gli animali (che sono una sorta di coscienza e conoscenza), e l’amore. Molto spesso questo succede anche nelle animazioni di stampo europeo o americano ma i giapponesi ci hanno abituato a qualcosa di più forte e raffinato al tempo stesso, hanno stile, si rivolgono in modo garbato allo spettatore, non solo facendolo ridere con battute o luoghi comuni, ma a volte, con un po’ di “magia” a farlo anche sognare ad occhi aperti, ed è proprio il caso di questo film, che di comico ha veramente poco o quasi nulla ma che colpisce soprattutto per la sua spensieratezza e per tutto ciò che può riguardare l’amore in ogni sua forma, come quello per la musica, che è presente fortemente in questo film e che contribuisce a rafforzare la colonna sonora già molto efficace; il tema principale del film infatti è la canzone di John Denver Take me home country road, reinterpretata per l’occasione in giapponese, con alcune modifiche al testo, sempre per mano di Miyazaki. Va detto anche che per la seconda volta Miyazaki ci omaggia, infatti viene più volte citata la città di Cremona, Seiji ama moltissimo la musica, e vorrebbe andare nella città lombarda per diventare liutaio. Le autocitazioni non mancano, nel film sono sparsi diversi riferimenti ad altre sue opere, primi fra tutti Totoro e Porco Rosso, ma anche la statuetta del gatto Baron che sarà la protagonista nel film The Cat returns, ancora inedito in Italia (purtroppo) nel quale ritroveremo anche il gatto della metropolitana. L’edizione italiana, è come sempre, curata dalla Lucky Red che ne ha distribuito i DVD dal dicembre 2011.

(Alberto Marvisi)

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